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Il segno ed il colore sono gli elementi disitintivi dell’opera di Luigi Recchi. Segni semplici in grado di comunicare quelle certezze che l’uomo moderno sembra aver smarrito, segni che vengono imprigionati in grate e schemi consolidati a testimoniare il fatto che gli elmenti fondanti del nostro essere sono spesso sovrastati dalla morale comune e dalla società. C’è poi il colore, intenso ed assoluto, quel colore con il quale da bambini ognuno di noi ha riempito un foglio di carta bianca tra lo sguardo incredulo ed ammirato dei grandi. La purezza del colore appartiene a chi sa colgiere la purezza del mondo reale a chi coglie le cose per quello che sono, senza “sporcarle” troppo con la ponderazione, con la ragione, con la riflessione. E’ il ritorno all’istinto priomordiale, fonte prima di felicità.

La forza del colore fa di Recchi un pittore mediterraneo ed italiano in particolare, notava Giacomo Balla come “il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanono eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel neutro e nell’effinatamente grazioso ed indeciso”. Intepretare l’opera di Recchi, trasformare un quadro in una fotografia, ha richiesto uno studio attento; i risultati sono contenuti nelle foto che abbiamo deciso di pubblicare su made it store, con la speranza che il mio lavoro possa essere di vostro gradimento.

 
 
 
 
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